L’ANSIA AMICA O NEMICA?

Un alleato per il tuo vittimismo o un ospite indesiderato nella tua vita

Hai presente quei momenti in cui ti assale una fredda sensazione di malessere? Cominci a tremare, ti senti debole, inerme e ti sembra di non riuscire più a controllare la tua mente. Ti senti vulnerabile e hai semplicemente bisogno di qualcuno che ti dica: «Stai tranquillo, passa tutto. Ci sono io con te.» In realtà queste parole dovresti dirtele da solo ogni qualvolta si presenti la famigerata ansia, senza aspettare il “crocerossino” di turno.

Tornando al punto… Cos’è l’ansia?

Immagino la tua risposta. «Una cosa brutta». Certo, non è una sensazione piacevole, ma fidati, è innocua.

L’ansia è un messaggio che ti invia il tuo inconscio (la tua vera essenza) per avvisarti che qualcosa non sta andando per il verso giusto. Il tuo Io non è felice perché non lo assecondi e insieme alla tua parte razionale vai completamente dalla parte opposta. Arriva l’ansia e che fai? Pensi sia una malattia e inevitabilmente hai paura. Nel peggiore dei casi assumi un ansiolitico, considerando questa normale sensazione del tuo corpo una patologia grave da debellare. Così facendo eviti e prendi in giro te stesso.

Il subconscio è la parte più vera di te ed è nascosta dalla tua mente razionale che agisce secondo ciò che reputa “giusto” (in base a credenze, condizionamenti, ecc.) e non secondo le tue reali esigenze e desideri, dettati appunto dall’inconscio.


La nostra vita è composta in gran parte dai sogni, dall’inconscio. E bisogna metterli in collegamento con il nostro agire. (Anais Nin)

Non devi fare altro che ascoltarti. Quando l’ansia bussa alla tua porta c’è sempre un motivo, quindi interrogati sul perché. Non pensare a toglierti l’ansia di dosso ma chiediti per quale motivo sia venuta a trovarti.

Fai un lungo respiro e concentrati sul momento presente, nell’attimo in cui “ti senti male”. Non pensare al tuo passato, non lo puoi cambiare. Non pensare al tuo futuro, è ancora lontano. Pensa ad ora. Cosa ti turba? Di cosa hai paura? Piangi, sfogati e poi parla con te stesso. Chiedi al tuo Io «Perché mi mandi questo segnale?». Cerca di eliminare il brusio nella tua mente come un “aspira pensieri” e fai mente locale. Viaggia dentro di te, in silenzio. Cosa vedi? Qual è la prima immagine che hai davanti? Una persona, un oggetto, una parola, un fatto, un ricordo? Bene. Non scappare. Sei davanti ad un’intuizione e questa ti aprirà la porta dell’inconscio, della consapevolezza. Ci sei quasi. Chiediti: «Perché questa immagine?». La tua risposta sarà la chiave.

L’accesso completo alle tue vere emozioni più profonde è possibile solo con ulteriori e specifiche tecniche (di cui ti parlerò nei prossimi articoli) ma parlare “da soli” è un buon inizio, credimi.

Mi capita spesso di sentire «Non è colpa mia se ho l’ansia» oppure «Ormai convivo con l’ansia». L’ansia non è un problema, né tantomeno il tuo compagno di vita. Le cause possono essere tante come ad esempio un trauma, una preoccupazione, una paura, un senso di colpa, un rimorso, un rimpianto, ecc. La soluzione si trova solo nel dialogo con te stesso. Smettila di focalizzare la tua vita su questo aspetto che ti turba e orientati verso la tua rinascita. Fa’ del tuo tallone di Achille il tuo punto di forza per riemergere.

Se ti concentri su ciò che ti fa stare male, non fai che alimentare quel malessere. Una volta che hai scoperto cosa ti fa soffrire, pensa a cosa desideri realmente per il tuo momento presente.

Non usare l’ansia come una scusa per non agire, un letto su cui cullarti per procrastinare i tuoi obiettivi. Stai male e nessuno può dirti nulla e inoltre è bello sentirsi compatiti, vero? L’ansia sfocia spesso nel vittimismo. A volte serve a se stessi perché non si ha il coraggio di prendere in mano una situazione, altre per il puro piacere di sentirsi coccolati in quanto ci si sente “malati”. Attenzione però: nel momento in cui ti definisci “malato” automaticamente lo sei, alimenti questa condizione e puoi cronicizzare la tua ansia e renderla una vera e propria malattia (come ad esempio la depressione).

A volte, è giusto precisarlo, è anche un vero e proprio stato d’animo soprattutto quando si sta attraversando un momento difficile della vita. In questo caso è importante sfogare la rabbia/tristezza fin dove necessario e parlare con qualcuno che possa essere di conforto e di aiuto. L’ansia può durare anche lunghi periodi ma a ogni modo indica sempre un turbamento interiore e un desiderio di rinnovamento. Un campanellino d’allarme per riprendere la vita in mano e al meglio.

L’ansia è tua amica. Non renderla tua nemica. Comprendi il tuo malessere, scopri le tue esigenze e… AGISCI !

Sandra Ceresini

Ti consiglio la lettura di:

  • Guarire. Una nuova strada per curare lo stress, l’ansia e la depressione senza farmaci né psicanalisi, David Servan – Schreiber

4 pensieri su “L’ANSIA AMICA O NEMICA?

  1. Complimenti!!!!! Hai scritto un bell’articolo!! Speriamo che CHI ha problemi di ansia faccia tesoro delle tue parole e le metta in pratica ! Secondo il mio modesto parere condivido quello che hai espresso ed applicando i tuoi pensieri saranno sicuramente utili per guarire chi ha problemi di tipo ansioso!! Un abbraccio !😊

    1. Grazie caro Dario per il tuo modesto parere. Mi fa piacere tu abbia apprezzato le mie parole su un tema sempre attuale come l’ansia. E’ importante non classificare sempre tutto come una malattia. Più che guarire direi prendere consapevolezza di se stessi. Grazie ancora e un abbraccio anche a te 🙂

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